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Analisi qualitativa e quantitativa della distribuzione dei redditi in Italia per tipologia

Ho voluto cimentarmi nella scrittura di un articolo che fotografasse la situazione della distribuzione dei redditi in Italia, basandomi sugli ultimi dati pubblici a disposizione relativi alle dichiarazioni dei redditi pubblicate dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze)

Ciò che scrivo si basa su alcune idee maturate nel corso della mia esperienza professionale e personale, e in particolare nasce all’ombra di alcune domande che mi sono state poste o che mi sono posto io stesso:

  • una società di Wealth Management dove dovrebbe investire risorse commerciali per avere un ritorno rispetto alla popolazione?
  • un Consulente Finanziario dove dovrebbe provare a investire il proprio tempo per ottenere un ritorni percentuali maggiori di risorse gestite?
  • un’impresa di pulizie che offre i propri servizi a chi affitta immobili dove potrebbe avere maggiore successo commerciale?

La presente analisi si ripromette di dare una risposta a tali domande analizzando i dati del MEF relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani tra il 2012 e il 2016. In pratica sono state analizzate alcune variabili quali:

  • Redditi totali generati tra il 2012 e il 2016
  • Numero di contribuenti complessivo tra il 2012 e il 2016
  • Reddito pro-capite contribuenti tra il 2012 e il 2016
  • Pensioni e redditi da pensioni tra il 2012 e il 2016
  • Redditi da fabbricati tra il 2013 e il 2016
  • Redditi superiori a 75.000 euro

Nel proseguo dell’analisi si assumerà che la capacità di reddito oltre a essere una componente fondamentale della capacità di credito (tradotto: solo chi è capace di ripagare il debito lo restituirà), sia anche collegata alla capacità di investimento di un individuo, ossia la possibilità di avere risparmi o risorse liquide da poter investire in strumenti finanziari (tradotto: solo chi è capace generare reddito potrà avere risorse da investire).

Considerando il rapporto CONSOB 2016 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane si può notare come il 60% degli intervistati dichiari di risparmiare in maniera regolare[1] e come la propensione al risparmio tendenzialmente sia strettamente connessa al livello di reddito (e in misura minore anche al livello di istruzione).

Premesso ciò, è possibile analizzare il trend di crescita del reddito prodotto da persone fisiche nei vari comuni italiani per verificare quali siano le aree con maggiore crescita a livello reddituale e di che tipologia di redditi si stia parlando. In generale questa analisi potrebbe non fermarsi ad aspetti economico/finanziari come quelli evidenziati, adattandosi agevolmente ad altri ambiti collegati alle esigenze delle persone che producono certe tipologie di redditi (es. è probabile che chi produce redditi da fabbricati, necessiterà di certi servizi immobiliari per la gestione degli stessi; Paesi con elevate percentuali di pensionati potrebbero non essere interessati a soluzioni di investimento molto rischiose; ecc.). Le conclusioni a cui si può arrivare partendo da questo articolo sono molteplici e saranno oggetto di futuri articoli scritti sul tema (sono fondamentali suggerimenti, commenti, ecc.).

Limiti del presente articolo:

Il presente articolo si basa su alcune semplificazioni sopra descritte abbastanza impattanti che potrebbero portare anche a capovolgimenti tra una situazione descritta e la situazione reale (es. Comune in cui vi è una percentuale elevata di pensionati e un elevata percentuale di giovani disoccupati). L’assunto che la capacità di investimento sia collegata al reddito non considera che alcuni fattori patrimoniali (non registrati dai dati sotto riportati) siano molto più correlati ad essa.

Inoltre molti comuni per via di recenti direttive e normative per la razionalizzazione dei costi sono stati soppressi o si sono fusi con altri comuni, con conseguenti difficoltà di analisi nella ricostruzione dei dati passati. Il lavoro svolto sulla base dati ha consentito di correggere molte incongruenze che sono emerse tra i diversi anni.

Infine non sono ancora stati integrati due indicatori fondamentali che saranno oggetto di futuri approfondimenti: redditi del 2017 (pubblicati solo di recente) e numero di sportelli bancari per comune (dati complessi da trovare e da integrare).

Di seguito verranno riportate delle statistiche per regione italiana ordinate in generale per numero di contribuenti (le percentuali mostrate non sarebbero altrimenti ponderate per una variabile fondamentale che è la densità della popolazione).

Vecchie glorie

Frequenza redditi da pensione su numero totale di contribuenti per comune

Questa variabile è indice di quanti contribuenti ricevono un reddito da pensione rispetto al totale. Più è distante dalla media, maggiore è la probabilità che si tratti si una popolazione vecchia che non produce e che ha alcune tipologie di problematiche finanziarie specifiche (successioni, gestione degli investimenti con maggiore delega ….). Se questa variabile è più bassa rispetto alla media regionale tendenzialmente è indice di una popolazione giovane/ancora in età produttiva, cioè una realtà dinamica in cui le esigenze finanziarie riguardano ad esempio l’acquisto di case, l’ottenimento di un mutuo, il risparmio ai fini previdenziali e pensionistici.

Tab 1.1 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per regione con  maggiore frequenza di percepimento di redditi da pensione.

Regione % pensionati su contr. Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Toscana 51,52% 6.268 SAN MARCELLO PITEGLIO PT 37,08%
Toscana 51,27% 5.902 FIVIZZANO MS 37,08%
Veneto 48,95% 2.329 LAMON BL 34,54%
Basilicata 52,96% 2.245 SAN FELE PZ 37,11%
Sicilia 52,99% 2.193 SAN BIAGIO PLATANI AG 35,30%
Umbria 46,82% 2.110 CASTEL VISCARDO TR 39,45%
Veneto 48,68% 1.925 ARSIE’ BL 34,54%
Veneto 48,54% 1.914 FICAROLO RO 34,54%
Marche 51,69% 1.654 CANTIANO PU 38,21%
Umbria 49,84% 1.611 CASTEL GIORGIO TR 39,45%
Sicilia 52,18% 1.493 ALCARA LI FUSI ME 35,30%
Veneto 48,50% 1.400 CRESPINO RO 34,54%
Toscana 53,01% 1.377 BAGNONE MS 37,08%
Campania 56,31% 1.362 GUARDIA LOMBARDI AV 33,11%
Veneto 48,55% 1.205 PAPOZZE RO 34,54%
Emilia Romagna 65,76% 1.180 FARINI PC 36,52%
Emilia Romagna 63,75% 1.167 FERRIERE PC 36,52%
Toscana 55,27% 1.149 CASTELL’AZZARA GR 37,08%
Puglia 56,42% 1.083 CELENZA VALFORTORE FG 34,93%
Trentino Alto Adige 43,38% 1.072 NOMI TN 31,01%

 

Tab 1.2 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per regione con minore frequenza di percepimento di redditi da pensione.

Regione % pensionati su contr. Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Toscana 30,45% 146.246 PRATO PO 37,08%
Umbria 37,20% 116.043 PERUGIA PG 39,45%
Campania 24,06% 56.529 GIUGLIANO IN CAMPANIA NA 33,11%
Lazio 24,14% 49.420 FIUMICINO RM 33,16%
Lazio 25,90% 41.708 POMEZIA RM 33,16%
Puglia 26,79% 40.879 ALTAMURA BA 34,93%
Basilicata 32,07% 40.864 MATERA MT 37,11%
Sardegna 23,83% 38.184 OLBIA OT 36,78%
Puglia 25,91% 34.627 CERIGNOLA FG 34,93%
Abruzzo 29,63% 34.265 MONTESILVANO PE 37,30%
Toscana 30,71% 32.703 CAMPI BISENZIO FI 37,08%
Calabria 26,04% 26.067 CORIGLIANO CALABRO CS 37,55%
Campania 24,86% 23.273 CASALNUOVO DI NAPOLI NA 33,11%
Molise 33,18% 21.689 TERMOLI CB 41,31%
Sicilia 26,14% 17.273 MASCALUCIA CT 35,30%
Puglia 27,05% 17.106 NOICATTARO BA 34,93%
Sardegna 28,28% 15.996 ASSEMINI CA 36,78%
Campania 23,15% 15.881 MELITO DI NAPOLI NA 33,11%
Campania 24,43% 15.721 SAN GIUSEPPE VESUVIANO NA 33,11%
Umbria 34,78% 15.140 BASTIA UMBRA PG 39,45%

 

Ammontare redditi da pensione su ammontare redditi di contribuenti per comune

Tale variabile indica quanto pesano effettivamente i redditi pensionistici rispetto ad altri redditi. In pratica si può definire indice della capacità del comune di produrre ricchezza che non sia dovuta da trasferimenti sociali a carico dello Stato o di pensioni private. Maggiore sarà questo indicatore minore sarà la dinamicità del comune interessato per ovvie motivazioni. Minore sarà questa percentuale più probabile è una forte tendenza ad avere una fascia importante della popolazione in fascia produttiva.

Tab 1.3 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per ogni regione per maggiore incidenza del reddito da pensione su quello complessivo.

Regione % pensioni su redditi Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Toscana 46,11% 5.902 FIVIZZANO MS 31,85%
Toscana 45,70% 2.500 SORANO GR 31,85%
Veneto 40,79% 1.914 FICAROLO RO 27,50%
Umbria 43,79% 1.611 CASTEL GIORGIO TR 35,06%
Puglia 46,66% 1.569 NOCIGLIA LE 34,32%
Toscana 46,57% 1.526 CASTELNUOVO VAL DI CECINA PI 31,85%
Sicilia 51,02% 1.493 ALCARA LI FUSI ME 34,20%
Veneto 42,22% 1.400 CRESPINO RO 27,50%
Umbria 44,70% 1.279 GIOVE TR 35,06%
Trentino Alto Adige 34,89% 1.271 CANAL SAN BOVO TN 24,96%
Sicilia 52,75% 1.262 SAN MAURO CASTELVERDE PA 34,20%
Veneto 40,75% 1.233 CASTELGUGLIELMO RO 27,50%
Umbria 43,61% 1.211 MONTECCHIO TR 35,06%
Veneto 42,80% 1.205 PAPOZZE RO 27,50%
Emilia Romagna 50,44% 1.180 FARINI PC 29,76%
Puglia 47,27% 1.173 VOLTURINO FG 34,32%
Emilia Romagna 50,01% 1.167 FERRIERE PC 29,76%
Toscana 50,10% 1.149 CASTELL’AZZARA GR 31,85%
Calabria 54,86% 1.103 BOCCHIGLIERO CS 36,68%
Valle d’Aosta 35,92% 1.095 ISSOGNE AO 29,68%

 

Tab 1.4 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per ogni regione per minore incidenza del reddito da pensione su quello complessivo.

Regione % pensioni su redditi Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Puglia 27,85%          58.175 ANDRIA BT 34,32%
Lazio 22,75%          49.420 FIUMICINO RM 30,48%
Lazio 25,08%          41.708 POMEZIA RM 30,48%
Puglia 24,87%          40.879 ALTAMURA BA 34,32%
Sardegna 22,15%          38.184 OLBIA OT 34,50%
Calabria 27,64%          26.067 CORIGLIANO CALABRO CS 36,68%
Puglia 27,77%          25.805 GRAVINA IN PUGLIA BA 34,32%
Lazio 24,97%          24.238 FONDI LT 30,48%
Umbria 31,39%          19.771 ASSISI PG 35,06%
Puglia 25,48%          17.106 NOICATTARO BA 34,32%
Sardegna 25,82%          15.996 ASSEMINI CA 34,50%
Puglia 26,95%          15.958 SAN GIOVANNI ROTONDO FG 34,32%
Campania 23,30%          15.881 MELITO DI NAPOLI NA 31,52%
Umbria 28,17%          15.140 BASTIA UMBRA PG 35,06%
Umbria 27,42%          14.930 CORCIANO PG 35,06%
Sicilia 25,17%          14.726 ACI CATENA CT 34,20%
Emilia Romagna 22,41%          14.667 BELLARIA-IGEA MARINA RN 29,76%
Sicilia 25,11%          14.234 BELPASSO CT 34,20%
Lazio 25,66%          13.824 MENTANA RM 30,48%
Toscana 25,11%          13.544 SIGNA FI 31,85%

 

Locatari coraggiosi

Frequenza redditi da fabbricati su numero totale di contribuenti per comune

Questa variabile rappresenta quanti contribuenti ricevono un reddito da fabbricati rispetto al totale. Più è elevata tale percentuale, maggiore è la probabilità che si tratti si una popolazione che ha un patrimonio immobiliare che consente di ricevere degli affitti. Con la diffusione di applicazioni che consentono di affittare immobili anche per brevi periodi e di società specializzate nell’affitto a breve, il numero di contribuenti che ricevono un reddito da proventi immobiliari si è diffuso ed è aumentato in quasi tutte le regioni italiane. Le città che ne hanno beneficiato sono spesso località di villeggiatura che pur essendo attrezzate da un punto di vista turistico, consentono ora nuove possibilità abitative in periodi di vacanza brevi.

Questa variabile indica che in un determinato comune le dichiarazioni dei redditi presentano un numero di contribuenti che percepisce redditi immobiliari. Tale indicatore presenta una forte congruenza con le località turistiche.

In un comune in cui questa percentuale è molto superiore alla media, la popolazione avrà nella maggioranza dei casi  alcune esigenze finanziarie/gestionali. Ad esempio, può essere abbastanza efficace una ditta di pulizie che offrisse i propri servizi in questi comuni o una società che si propone come outsourcer per la gestione degli affitti brevi. Da un punto di vista finanziario una proposta potrebbe essere quella di reinvestimento dei proventi immobiliari in attività finanziarie tramite piani di accumulo.

Tab 2.1 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per regione con maggiore frequenza di percepimento di redditi immobiliari.

Regione % locatari su contribuenti Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Campania 46,67%      81.388 SALERNO SA 34,92%
Umbria 48,93%      77.138 TERNI TR 45,97%
Basilicata 54,56%      40.864 MATERA MT 44,97%
Puglia 53,62%      39.594 MOLFETTA BA 47,59%
Molise 51,86%      33.420 CAMPOBASSO CB 46,73%
Abruzzo 53,17%      27.419 VASTO CH 44,32%
Toscana 52,76%      24.754 PIOMBINO LI 45,93%
Calabria 51,40%      21.742 RENDE CS 35,35%
Molise 53,71%      21.689 TERMOLI CB 46,73%
Veneto 55,59%      20.335 SPINEA VE 48,40%
Lombardia 60,50%      19.449 BUCCINASCO MI 48,70%
Puglia 54,92%      18.687 PUTIGNANO BA 47,59%
Veneto 57,30%      17.996 ALBIGNASEGO PD 48,40%
Abruzzo 51,91%      17.269 SULMONA AQ 44,32%
Veneto 55,70%      15.182 MARTELLAGO VE 48,40%
Umbria 50,12%      14.930 CORCIANO PG 45,97%
Veneto 57,40%      12.501 MARCON VE 48,40%
Emilia Romagna 57,25%      11.714 CASTENASO BO 48,93%
Emilia Romagna 58,72%      10.380 OZZANO DELL’EMILIA BO 48,93%
Puglia 53,40%         9.348 SAN GIORGIO IONICO TA 47,59%

 

Ammontare redditi da fabbricati su ammontare redditi di contribuenti per comune

Questa variabile consente di pesare in maniera efficace il peso reale dei redditi da fabbricati rispetto al reddito complessivo del comune. In pratica maggiore sarà questa variabile maggiore sarà il peso percentuale che i locatari riceveranno per gli immobili affittati.

Questa variabile è ovviamente maggiormente elevata nei luoghi di villeggiatura, per via della diffusione degli affitti per turisti e dell’ammontare elevato degli affitti percepiti.

Mentre la prima variabile consente di capire quanti cittadini integrino il proprio reddito con redditi immobiliari, questa variabile pesa il concorso dei redditi immobiliari alla formazione del reddito complessivo.

 

Tab 2.2 – primi 20 comuni in Italia ordinati per numero di contribuenti, estratti da un sottoinsieme dei primi dieci comuni per regione con maggiore frequenza di percepimento di redditi immobiliari.

Regione % redditi imm. su tot Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Emilia Romagna 4,32% 297.573 BOLOGNA BO 3,26%
Puglia 5,02% 206.224 BARI BA 3,84%
Emilia Romagna 4,60% 112.293 RIMINI RN 3,26%
Sardegna 4,41% 103.681 CAGLIARI CA 3,02%
Abruzzo 4,75% 81.527 PESCARA PE 3,05%
Puglia 6,01% 58.175 ANDRIA BT 3,84%
Puglia 6,22% 55.013 BARLETTA BT 3,84%
Basilicata 2,86% 44.832 POTENZA PZ 2,45%
Calabria 3,59% 40.898 COSENZA CS 2,45%
Basilicata 3,83% 40.864 MATERA MT 2,45%
Friuli Venezia Giulia 3,64% 37.861 PORDENONE PN 2,78%
Marche 4,38% 33.840 SAN BENEDETTO DEL TRONTO AP 3,02%
Marche 3,79% 33.510 SENIGALLIA AN 3,02%
Molise 3,62% 33.420 CAMPOBASSO CB 3,13%
Puglia 5,11% 33.356 BISCEGLIE BT 3,84%
Puglia 4,92% 32.207 MONOPOLI BA 3,84%
Puglia 5,38% 32.132 TRANI BT 3,84%
Marche 4,68% 29.928 CIVITANOVA MARCHE MC 3,02%
Sardegna 4,33% 29.200 ALGHERO SS 3,02%
Emilia Romagna 6,78% 27.245 RICCIONE RN 3,26%

 

La ricchezza non fa la felicità

Frequenza redditi superiori a 75.000 euro su numero totale di contribuenti per comune

Questa variabile rappresenta quanti contribuenti percepiscono un reddito lordo complessivo superiore a 75.000 euro all’anno rispetto al totale. In pratica maggiore sarà questa percentuale, più è probabile che in una città ci siano molte persone benestanti.

Tale variabile consente ad esempio a società di Wealth Management di individuare nuovi clienti, visto che un reddito di 75.000 euro lordi corrisponde in Italia a circa un reddito netto di 3.500 euro al mese (considerando 13 mensilità). Le esigenze e i servizi che richiede questa fascia di popolazione sono molto differenti rispetto a quanto viene offerto alla popolazione retail. Infatti da essi viene posta maggiore attenzione sulla qualità del servizio offerto e sull’esperienza legata al consumo che acquisisce aspetti valoriali differenti rispetto al semplice consumo del bene/servizio. Questo significa che qualsiasi impresa voglia entrare in questo mercato deve offrire una gamma di servizi o un livello qualitativo di prodotti elevato per potersi differenziare/acquisire nuovi clienti.

Tab 3.1 – primi 20 comuni in Italia  per regione con maggiore frequenza di percepimento di redditi superiori a 75.000

Regione % redditi >75 k su tot.  Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Lombardia 14,70% 5.339 BASIGLIO MI 3,22%
Lombardia 11,45% 2.857 CUSAGO MI 3,22%
Lombardia 11,08% 1.724 TORRE D’ISOLA PV 3,22%
Piemonte 10,50% 6.140 PINO TORINESE TO 2,35%
Piemonte 10,08% 2.887 PECETTO TORINESE TO 2,35%
Piemonte 8,37% 2.629 BALDISSERO TORINESE TO 2,35%
Lombardia 8,26% 25.433 SEGRATE MI 3,22%
Liguria 7,86% 318 PORTOFINO GE 2,46%
Lombardia 7,84% 969 LUVINATE VA 3,22%
Lombardia 7,84% 14.095 ARESE MI 3,22%
Lombardia 7,80% 5.526 VEDANO AL LAMBRO MB 3,22%
Lombardia 7,52% 718 GALLIATE LOMBARDO VA 3,22%
Liguria 7,37% 1.860 PIEVE LIGURE GE 2,46%
Lombardia 7,29% 4.524 GORLE BG 3,22%
Lombardia 7,21% 993.974 MILANO MI 3,22%
Piemonte 6,81% 382 CELLA MONTE AL 2,35%
Piemonte 6,70% 358 BELGIRATE VB 2,35%
Toscana 6,69% 5.400 FORTE DEI MARMI LU 2,24%
Piemonte 6,50% 200 SAUZE DI CESANA TO 2,35%
Liguria 6,43% 886 BERGEGGI SV 2,46%

 

Ammontare redditi superiori a 75.000 euro su ammontare redditi di contribuenti per comune

Questa variabile indica quanto pesano i redditi superiori a 75.000 euro rispetto il totale. In pratica è un indicatore di come è  suddivisa la distribuzione dei redditi. Percentuali molto elevate di questa variabile indicano che nel comune interessato la ricchezza non è diffusa ma concentrata nelle mani di poche persone. Tale indicatore potrebbe non essere necessariamente un indicatore negativo, poiché dipende dall’ammontare nozionale del reddito prodotto dal comune.

Tab 3.2 – primi 20 comuni in Italia con maggiore incidenza dei redditi superiori a 75.000 € sul totale

Regione % redditi >75 k su tot.  Numero contribuenti Comune Prov Media Regione
Lombardia 56,07%            5.339 BASIGLIO MI 19,84%
Piemonte 50,07%            1.114 SAN PIETRO VAL LEMINA TO 14,47%
Lombardia 48,42%            2.857 CUSAGO MI 19,84%
Piemonte 43,99%            2.887 PECETTO TORINESE TO 14,47%
Piemonte 43,99%            6.140 PINO TORINESE TO 14,47%
Toscana 43,66%            5.400 FORTE DEI MARMI LU 14,11%
Lombardia 43,38%                788 BLEVIO CO 19,84%
Lombardia 43,09%                969 LUVINATE VA 19,84%
Liguria 42,84%                318 PORTOFINO GE 15,08%
Lombardia 42,57%            3.236 PADENGHE SUL GARDA BS 19,84%
Piemonte 42,06%                208 RIVA VALDOBBIA VC 14,47%
Lombardia 40,75%        993.974 MILANO MI 19,84%
Lombardia 40,69%            1.724 TORRE D’ISOLA PV 19,84%
Liguria 40,59%            1.860 PIEVE LIGURE GE 15,08%
Piemonte 40,50%                458 GRAZZANO BADOGLIO AT 14,47%
Lombardia 39,64%                718 GALLIATE LOMBARDO VA 19,84%
Piemonte 39,26%                358 BELGIRATE VB 14,47%
Lombardia 39,23%            3.095 CARIMATE CO 19,84%
Piemonte 38,85%                845 ORTA SAN GIULIO NO 14,47%
Lombardia 38,77%            1.135 VALLE SALIMBENE PV 19,84%

 

Trend di crescita

Comuni con maggiore crescita del reddito pro capite tra i 2012 e il 2016

Un’altra dimensione non ancora analizzata è la variabile temporale. Può essere interessante sapere quali siano i comuni che abbiano sentito negli ultimi anni degli aumenti di reddito importanti, tali da diventare interessanti per le società finanziarie che vogliono individuare dove abbiano maggiore capacità di ritorno.

Nell’analisi sottostante sono stati considerati solo i comuni trend di crescita positivo in tutti gli anni tra il 2012 e il 2016, eliminando così i comuni che non abbiano realizzato una crescita costante anno su anno.

Tab 4.1 – primi 20 comuni in Italia (con più di 1.000 contribuenti) con maggiore crescita del reddito pro capite (inteso come reddito per contribuente)

Regione % di crescita Numero contr. Comune Prov Reddito pro capite 2016 Reddito pro capite 2012
Basilicata 16,99% 11.138 MELFI PZ  €   17.466,60  €   14.930,50
Lombardia 16,84% 4.737 LIVIGNO SO  €   22.643,11  €   19.379,24
Puglia 21,10% 4.431 LESINA FG  €   10.651,94  €     8.796,25
Puglia 15,93% 3.955 STORNARELLA FG  €   11.012,06  €     9.499,12
Veneto 18,20% 3.530 MANSUE’ TV  €   21.554,26  €   18.235,14
Veneto 17,95% 3.225 GARDA VR  €   21.965,31  €   18.622,31
Basilicata 20,28% 2.754 RAPOLLA PZ  €   14.917,73  €   12.402,24
Campania 20,88% 2.716 POSITANO SA  €   21.281,83  €   17.606,28
Veneto 16,01% 2.674 AURONZO DI CADORE BL  €   20.178,02  €   17.393,63
Basilicata 20,43% 2.199 VIGGIANO PZ  €   16.332,15  €   13.561,94
Abruzzo 15,95% 2.004 ALTINO CH  €   16.246,81  €   14.012,36
Campania 22,14% 1.833 FLUMERI AV  €   14.732,25  €   12.062,00
Trentino Alto Adige 15,67% 1.664 SESTO .SEXTEN. BZ  €   21.515,10  €   18.601,10
Veneto 17,98% 1.460 SEGUSINO TV  €   20.972,66  €   17.775,78
Trentino Alto Adige 17,55% 1.409 SAN MARTINO IN BADIA BZ  €   20.218,25  €   17.200,01
Trentino Alto Adige 18,68% 1.362 CORVARA IN BADIA .CORVARA. BZ  €   26.919,04  €   22.682,22
Puglia 16,15% 1.276 ROCCHETTA SANT’ANTONIO FG  €   13.701,82  €   11.796,50
Basilicata 23,66% 1.221 BALVANO PZ  €   15.841,04  €   12.810,05
Trentino Alto Adige 16,01% 1.168 LUSON .LUESEN. BZ  €   22.081,98  €   19.034,83
Liguria 16,45% 1.161 MONTEROSSO AL MARE SP  €   21.010,20  €   18.042,48

[1] http://www.consob.it/documents/46180/46181/rf2017.pdf/50db8f22-ee9f-4bd4-83ea-55224b820d9d

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Gypsy Economics Manifesto

This are the rule of the game, the one evrybody plays every day and in every moment. The Economics you knew before was just a joke, in front of what G E is going to declare:

1) Men are selfish and generous, and there won’t be an economic system that will survive if it doesn’t consider this dyscrasia.

2) Men want to be free, or at least, they want the freedom to be slave and wear their chains togheter (the teacher here is history).

3) Needs do not exist anymore: economics is just the art to sell something people will not need but adore.

4) The world is plenty of thing: you can’t even imagine how many things! Accept the fact that some of them could not have an economic value because they are not relevant, or beacuse they’re too much relevant.

5) Discover the world, and if you do not want to move, accept the fact that you will not be able to argue about a lot of topics: just travellers can touch dreams and reality with their hands.

6) Ask always why. If there is not a reason for something do not create fake gods.

7)The answer for many of the odiern problems is: share. Share your idea, your music, your dream, your skills.

8) Never mind if you have made some mistakes: there is always somebody who has done something worst than you!

9) Economics as university teach it, doesn’t exist anymore, but don’t be sad like a funeral, be happy instead: it means that we can create something new! Something better! Something small like an idea but huge like our world.